Accesso utenti

Compila i campi sottostanti per accedere alla rivista Notizie Accessibili

Dobbiamo purtroppo segnalare un ulteriore esempio di scarsa chiarezza nella formulazione delle norme, che sarebbe forse scusabile nella presente situazione di emergenza, se non fosse purtroppo ricorrente anche nella piena normalità.


Avevamo già auspicato in un precedente comunicato che si facesse maggiore chiarezza, ma avevamo dato alla norma una interpretazione più favorevole al lavoratore disabile. L'INPS, invece, ha preferito una interpretazione restrittiva più favorevole, guarda caso, alle casse sue e a quelle dello Stato nel caso di dipendenti pubblici.
Infatti, nel messaggio 1281, relativo al  decreto-legge n. 18 del 17 marzo 2020, che ha introdotto diverse misure a sostegno dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese, l'INPS precisa che “le istruzioni operative e procedurali in merito all’applicazione dei suddetti benefici saranno fornite con la relativa circolare illustrativa, che sarà pubblicata a seguito del parere favorevole del Ministero vigilante.”
L’aspetto più rilevante, che rileva Handylex,  è che l'INPS nella sostanza smentisce l’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità che fino ad oggi nel suo sito affermava che l’estensione dei 12 giorni di permesso mensili (legge 104/1992) riguarda anche i lavoratori con disabilità.
L'INPS è di diverso avviso: i permessi aggiuntivi per marzo e aprile spettano solo ai lavoratori che assistono persone con disabilità e non agli stessi lavoratori con disabilità.
Il messaggio INPS non chiarisce se i 12 giorni di permesso aggiuntivi raddoppino in caso di presenza di più disabili nel nucleo.
In compenso introduce la possibilità di frazionare in ore i 12 giorni senza però specificare cosa accade se vi è un part time verticale o orizzontale.
Il messaggio INPS nulla dice rispetto alla possibilità prevista dall’articolo 26 e cioè la possibilità per i lavoratori con disabilità di essere considerati, a richiesta, in un status equiparabile al ricovero fino a fine aprile.
"Queste incertezze e l’assenza ancora di istruzioni operative, rileva Handylex,  rendono particolarmente difficoltoso (forse ancora più di prima) fornire risposte alle persone e alle loro famiglie. Sul versante dei dipendenti pubblici (su cui INPS non ha competenza) l’incertezza è ancora più ampia."
Siamo quindi costretti a correggere il nostro ottimismo con cui abbiamo suggerito ai lavoratori in possesso delle condizioni previste dalla legge 104 di chiedere subito di usufruire dei permessi aggiuntivi,  e non ci resta quindi che attendere la conversione del Decreto o una interpretazione autentica da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri.