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 Come avevamo previsto, l'INPS si è conformata alla statuizione governativa riguardante i dipendenti pubblici, evitando quindi la situazione discriminatoria a danno dei dipendenti privati che si sarebbe creata applicando la precedente circolare restrittiva .
 Sono regolate anche le situazioni di part time e i frazionamenti orari.
Per fruire dei permessi, come leggiamo su Superando.it di oggi 26 marzo, chi ha già l'ordinaria autorizzazione non deve presentare nuove domande: è sufficiente, infatti, che si accordi con il proprio datore di lavoro, che ne darà comunicazione all'INPS. Chi invece non ha ancora un'autorizzazione e non fruisce dei permessi, pur potendo contare su un verbale di handicap grave, ai sensi dell'articolo 3, comma 3 della Legge 104, deve presentare domanda secondo le modalità previste dalla stessa Legge 104.

l'intero testo della circolare, che riguarda anche l'aumento dei congedi per chi assiste persone con disabilità, potrete scaricarlo dal collegamento in cima a questo scritto.

Scarica da qui la circolare in formato (Word)

INPS. Circolare n. 45 del 25.03.2020

OGGETTO:  Congedo    per   emergenza    COVID-19    in   favore    dei   lavoratori dipendenti del settore privato, dei lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e dei lavoratori autonomi. Estensione  permessi retribuiti  di cui  all’articolo  33,  commi  3  e  6,  della  legge  n.  104/1992,  per i lavoratori dipendenti del settore privato. Istruzioni operative

Con la presente circolare si forniscono le istruzioni amministrative in materia di diritto alla fruizione del congedo per emergenza COVID-19 e di permessi indennizzati di cui alla legge n. 104/1992, introdotti dagli articoli 23 e 24 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18.

Omissis.


6. Estensione  dei permessi  retribuiti  di cui all’articolo  33, commi  3 e 6, della legge n. 104/1992 per i lavoratori dipendenti del settore privato


L’articolo 24 del decreto-legge  n. 18/2020 ha previsto l’incremento del numero di giorni di

 permesso  retribuiti  di  cui  all’articolo  33,  commi  3  e 6, della  legge  n. 104/92, di ulteriori complessive 12 giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020.

Conseguentemente,  i  soggetti  aventi  diritto  ai  permessi  in  questione  potranno  godere, in aggiunta ai tre giorni mensili già previsti dalla legge n. 104/1992 (3 per il mese di marzo e 3 per il mese di aprile), di ulteriori 12 giornate lavorative da fruire complessivamente nell’arco dei predetti due mesi.

I 12 giorni possono essere fruiti anche consecutivamente  nel corso di un solo mese, ferma restando la fruizione mensile dei tre giorni ordinariamente prevista.

Le 12 giornate di cui all’articolo 24 del decreto in esame, così come i tre giorni ordinariamente previsti  dall’articolo  33,  commi  3  e 6, della  legge  n.  104/92,  possono essere fruiti anche frazionandoli in ore.

Ai fini della frazionabilità in ore delle ulteriori 12 giornate di permesso di cui alla norma in commento,  restano  fermi  gli  algoritmi  di  calcolo  forniti  nei  messaggi  n.  16866/2007 e n.

3114/2018  per la quantificazione  del massimale  orario  dei 3 giorni ordinariamente previsti dall’articolo 33, commi 3 e 6, della legge n. 104/92, sia in caso di lavoro a tempo pieno sia in caso di lavoro part-time.

Di seguito l’algoritmo da utilizzare, da parte dei datori di lavoro, ai fini della quantificazione del massimale orario:

Lavoro a tempo pieno:

(orario di lavoro medio settimanale/numero medio dei giorni lavorativi settimanali) x 12 = ore mensili fruibili.

Part time (orizzontale, verticale o misto):

(orario medio settimanale teoricamente eseguibile dal lavoratore part time/numero medio dei giorni -o turni- lavorativi settimanali previsti per il tempo pieno) X 12.

Si  confermano,  inoltre,  le  disposizioni  vigenti  in  materia  di  fruizione  dei  permessi di cui all’articolo 33 della legge n. 104 del 1992, in particolare la possibilità di cumulare più permessi in capo allo stesso lavoratore. Pertanto, nel caso in cui il lavoratore assista più soggetti disabili potrà cumulare, per i mesi di marzo e aprile 2020, per ciascun soggetto assistito, oltre ai 3 giorni di permesso mensile ordinariamente previsti, gli ulteriori 12 giorni previsti dalla norma in commento, alle condizioni e secondo le modalità previste dallo stesso articolo 33, comma 3 della legge n. 104/1992.

Analogamente il lavoratore disabile che assiste altro soggetto disabile, potrà cumulare, per i mesi di marzo e aprile 2020, i permessi a lui complessivamente  spettanti (3+3+12) con lo stesso  numero  di  giorni  di  permesso  fruibili  per  l’assistenza  all’altro  familiare disabile (3+3+12).

Con riferimento ai rapporti di lavoro part-time (verticale o misto con attività lavorativa limitata ad alcuni giorni del mese), fermo restando gli algoritmi previsti dal messaggio n. 3114/2018 per il riproporzionamento dei tre giorni di permesso ordinari previsti dall’articolo 33, commi 3 e

6, della legge n. 104/92, si fornisce di seguito la formula di calcolo da applicare ai fini del riproporzionamento delle ulteriori 12 giornate di permesso previste dal decreto.
 

Lavoro Part-time


(Orario medio settimanale teoricamente eseguibile dal lavoratore part time/orario medio settimanale teoricamente eseguibile a tempo pieno) X 12.

Il riproporzionamento non andrà effettuato in caso di part-time orizzontale.

Il lavoratore nei confronti del quale sia già stato emesso un provvedimento di autorizzazione ai permessi di cui all’articolo 33, commi 3 e 6, della legge n. 104/1992, con validità comprensiva dei mesi di marzo e aprile, non sarà tenuto a presentare una nuova domanda, per la fruizione delle suddette ulteriori giornate. In tale caso, i datori di lavoro dovranno considerare validi i provvedimenti di autorizzazione già emessi.

I datori di lavoro comunicano all'INPS le giornate di congedo fruite dai lavoratori, attraverso il flusso UniEmens, secondo le disposizioni di cui al successivo paragrafo 8, utilizzando i codici evento e i codici conguaglio appositamente istituiti a tal fine.

Per i casi di pagamento diretto, l’indennità è erogata dall’Istituto.

La domanda sarà invece necessaria in assenza di provvedimenti di autorizzazione in corso di validità. In tale caso i lavoratori devono presentare domanda secondo le modalità già previste per  i  permessi  di  cui  all’articolo  33,  commi  3  e 6, della  legge  n. 104/92. Il conseguente provvedimento  di autorizzazione  dovrà essere considerato  valido dal datore di lavoro ai fini della  concessione  del  numero  maggiorato  di  giorni,  fermo  restando  che  la fruizione delle suddette giornate aggiuntive, sempreché rientrino nei mesi di marzo e aprile, potrà avvenire esclusivamente successivamente alla data della domanda