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Ennesima app non accessibile, realizzata con fondi pubblici e privati.


Avete mai sentito parlare di un sistema di audioguida al Museo di Aquileia, che avrebbe dovuto guidare ciechi ed ipovedenti lungo un percorso costituito da elementi tattili da esplorare, con tanto di descrizione dettagliata dei reperti?


Ebbene, io questo sistema l'ho testato e, se non fosse stato per la persona che mi accompagnava, avrei preso pure delle sonore testate contro alcune teche ed altri oggetti, sospesi a mezz'aria lungo il percorso.
I riferimenti per orientarsi nello spazio, poi, erano imprecisi e vaghi, così come la descrizione dei reperti che si trovavano lungo il percorso.
A un certo punto, ad una mia azione errata sullo smartphone in dotazione, l'app si è interrotta e non sono riuscito a farla ripartire in autonomia.
Ebbene, con gli stessi sistemi è stato realizzato il progetto Collio XR, ovvero un insieme di otto itinerari sul Collio Goriziano, con audioguida su app per smartphone e con altri contributi tecnologici lungo i percorsi. Questo progetto ha ricevuto cospiqui finanziamenti pubblici e privati, anche perché è volto al raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda ONU 2030. Il progetto, però, non soddisfa uno che sia uno dei requisiti di accessibilità dei prodotti informatici e quindi è in violazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità!
Scaricata l'app che gestisce le audioguide, infatti, ci si trova a fare i conti con gli stessi problemi di sempre, con i soliti pulsanti non etichettati, con i soliti pulsanti che non interagiscono con VoiceOver, con i soliti problemi legati all'ipovisione! Insomma, ci si trova difronte alla solita app, realizzata senza tenere nel debito conto le regole dell'accessibilità informatica e  che non raggiunge lo scopo dichiarato che dovrebbe essere quello di consentire ai non vedenti e agli ipovedenti di orientarsi e di muoversi in autonomia e sicurezza.
Ciò comporta due conseguenze pesantemente negative: i luoghi attrezzati con tale applicazione vengono erroneamente ritenuti privi delle barriere architettoniche senso-percettive per i disabili visivi e i relativi titolari e gestori ritengono erroneamente di aver messo a norma in tal modo le strutture.In secondo luogo, le somme erogate da Enti pubnblici e privati sono in realtà un vero e proprio spreco di pubblico e privato denaro.