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Non più di un paio di settimane fa degli illustri scienziati hanno dichiarato che il Covid-19 non c'era più, o, come hanno poi precisato, non era più attivo nella forma severa dei primi tempi. Ad essi si sono subito accodati alcuni politici, ben contenti di poter cavalcare lo scontento popolare per le rinunce ad alcuni  piaceri estivi.


Senza cavillare sulla verità o meno dell'affermazione scientifica,su cui siamo i meno titolati ad esprimerci, ci soffermiamo sugli effetti che essa ha prodotto: il significato che è stato colto dalla stragrande  maggioranza della popolazione, soprattutto di quella giovane, che non ne poteva più dei limiti alla movida e alle discoteche, è stato: "Finalmente! Ma se l'unico rischio è quello di beccarsi un'influenzetta di quelle solite, chi se ne frega! Lasciamo mascherine, gel sanificante e distanziamento  sanitario e buttiamoci nella mischia, dato che con le mascherine e con la distanza di sicurezza le "gnocche" e i "fichi" non si rimorchiano!"
Ed ecco che la seconda ondata, ampiamente prevista , ma negata da alcuni, è puntualmente arrivata, e non solo in Italia, ma anche in altri Paesi europei, dove ha raggiunto proprozioni persino superiori a quelle della prima ondata, come leggiamo nell'odierno articolo de "La Stampa" che qui sotto registriamo.
Ma allora, quegli scienziati che per avere il nome su un titolo di giornale pronunciano frasi forse sottilmente o parzialmente vere, ma che è ben prevedibile che siano interpretate dall'opinione pubblica come un "cessato allarme", avranno capito che sarebbe stato meglio riservare le loro osservazioni allo stretto circuito scientifico e non divulgarle pericolosamente?
Oltretutto, ci viene in mente che il diminuito numero di terapie instensive e il contenuto numero dei decessi, pure anch'essi in aumento, sia dovuto più che ad una minore aggressività del virus, a uma maggiore esperienza acquisita dai sanitari, non più sommersi da folle di malati,  e dal grande aumento delle risorse tecniche a disposizione.
A proposito della grave crisi che sta investendo anche il resto del mondo,c'è poi da considerare il "contagio importato", sia da quella piccola percentuale di turisti stranieri  che non sanno fare a meno delle nostre spiagge e montagne incantate, sia di quegli sprovveduti (per usare un dolce eufemismo), di italiani che si vanno ad ammucchiare a Miconos o a Malta, o in Croazia, Romania e Spagna, come se fossimo ancora nel 2019, e poi ci riportano in patria le foto-ricordo e il virus!

Giulio Nardone.

Primo contributo audio

MP3: la nuova ondata in Francia.

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La nuova ondata in Francia
1 MB 1:07 min

 Altre gravi situazioni in Europa e fuori.


Ma non è solo la Francia a essere fortemente inguaiata, anche altriPaesi lo sono molto pesantemente e anche fuori di Europa
E' da notare la situazione della Gran Bretagna che con il comportamento ondivago del suo Premier Boris Johnson, prima favorevole al "becchiamocelo tutti, così raggiungiamo l'immunità di gregge!" e poi molto più cauto dopo averlo sperimentato sulla sua pelle,ha gettato  l'economia britannica , fra l'apertura indiscriminata di attività commerciali e pub per la irrinunciabile birra serale e le successive necessarie limitazioni,  in una depressione fra le più gravi della sua storia economica.

Secondo contributo audio

MP3: Altre gravi situazioni in Europa e fuori.

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Altre gravi situazioni in Europa e fuori
3.6 MB 3:56 min

 Contraddizioni in Sudamerica.


In Brasile sembra quasi che il negazionista Presidente Jair Bolsonaro, optando per lo sviluppo dell'economia a danno della salute dei cittadini e lasciando aperte tutte le attività, abbia deciso di attuare la "soluzione finale" del problema demografico e igienico-sociale delle favelas.
Al contrario nel vicino Cile, è stato prolungato fino ad ora un quasi totale lockdown o confinamento, che ha ridotto enormemente  le conseguenze negative del virus.

Terzo contributo audio

MP3: Contraddizioni in Sudamerica.

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Contraddizioni in Sudamerica
2 MB 2:11 min