Attualità

Ci siamo arrivati: Domenica e lunedì prossimi andremo alle urne per rinnovare le squadre che in molte città e paesi ci dovranno amministrare per i prossimi 4 anni.

Nel nostro Statuto è specificata chiaramente La natura apartitica della nostra associazione, ma anche se così non fosse,la logica ci suggerirebbe di tener conto, per questo tipo di elezioni, soprattutto della personalità del candidato sindaco e dei documenti programmatici sottoscritti da lui e da chi lo appoggia. Essi non devono riguardare i massimi sistemi, ma soffermarsi sui problemi concreti e specifici di ogni città.
Èanche vero che una cosa sono i programmi, e un'altra la loro traduzione in atti concreti, ma se nel materiale elettorale si sono proprio dimenticati dell'esistenza delle persone con disabilità, sarà più difficile che se ne ricordino negli atti deliberativi.
Altro aspetto da tenere presente è che spesso la presentazione di candidati che hanno una disabilità serve da richiamo in chiave elettorale, ma altrettanto spesso non è vero che chi ha un problema conosca le soluzioni migliori per tutti quelli che lo condividono; abbiamo esperienza diretta di disabili che rivestono posizioni di rilievo nelle Amministrazioni e che si ritengono depositari del sapere universale sulla disabilità, rifuutandosi di ascoltare le associazioni della categoria che sono depositarie di conhoscenze esperienziali ben più ampie.  
Di conseguenza, condividiamo pienamente l'iniziativa, più avanti descritta,  della LEDHA, che in Lombardia costituisce l'articolazione regionale della FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap), di cui fa parte anche la scrivente associazione, membro del Consiglio Nazionale. Alla FISH, a livello nazionale e locale, aderiscono molte centinaia di associazioni che rappresentano tutte le tipologie di disabilità. e che quindi conoscono bene i vari problemiche devono affrontare quotidianamente.
Passiamo quindi la parola alla lettera aperta di LEDHA.

MILANO. LEDHA (Lega per i diritti delle persone con disabilità) scrive una lettera aperta ai cittadini e alle cittadine residenti in Lombardia in vista del prossimo voto amministrativo. "Vota chi vuoi ma vota con noi!" è l'appello contenuto nella lettera con cui l'associazione invita gli elettori a considerare -al momento del voto- anche la qualità degli impegni e delle proposte dei candidati "per rendere le nostre città e i paesi più accessibili e inclusivi per tutte le persone: con e senza disabilità"."Le associazioni come la nostra - scrive LEDHA - sono per definizione apartitiche. Quindi non è certo nostro compito dare "indicazioni di voto". Tra l'altro, anche al nostro interno le posizioni politiche sono variegate e possono essere molto diverse". L'invito di LEDHA agli elettori in vista delle elezioni comunali del 3 e 4 ottobre è quello di "verificare se e come i diversi partiti e le liste civiche, i candidati sindaco e gli aspiranti consiglieri comunali trattano alcuni temi a noi cari".Ad esempio, se e come viene affrontato il tema dell'accessibilità degli spazi e servizi pubblici (dalle strade alle piazze, dalle scuole ai mezzi pubblici), oppure controllare se nei programmi, negli impegni e nelle promesse elettorali viene spesa qualche parola sulle politiche sociali a favore delle persone con disabilità. "A noi sta a cuore -scrive LEDHA- che tutti gli interventi in favore delle persone con disabilità servano a sostenerne i progetti e a favorire la partecipazione alla vita sociale, senza dover essere inserito inseriti in "luoghi speciali".L'ultima raccomandazione riguarda la crescente presenza di persone con disabilità all'interno delle liste elettorali. "Avere una disabilità non è sinonimo di per sé di competenze o di moralità - puntualizza LEDHA -, ma se nelle nostre istituzioni fossero presenti un numero maggiore di persone con disabilità (e in particolare di donne con disabilità), siamo certi che anche lo sguardo dei nostri Comuni e dei nostri amministratori sarebbe più ampio e più attento ai bisogni e alle richieste di tutti i cittadini, compresi di quelli che fanno fatica a sentire la loro voce".Milano ha bisogno di un piano dettagliato per abbattere le barriere architettoniche, considerato l'abbandono del problema nei cinque anni di amministrazione Sala, ma anche di una rivoluzione culturale che abbatta pregiudizi e approcci a volte di ssuperiorità.

di Olga Molinari, estratto da           Milano Post del 26/09/2021