Attualità

Vi ricordate il Leopardiano "Dialogo fra un venditore di almanacchi e un passeggere"? NO, non vi preoccupate, ve lo pubblichiamo qui accanto per chi ne ha perso la memoria scolastica.

Ma noi ne vorremmo trarre qualche riflessione alla luce della situazione attuale che è profondamente diversa da quella del tempo delle Operette morali, 200 anni fa.

Infatti, la tesi di Leopardi è che l'aspetto positivo del passaggio ad un nuovo anno sta nel fatto che ne ignoriamo gli sviluppi e che quindi possiamo coltivare la speranza che sia meglio del precedente, anche se il suo pessimismo cosmico gli predice che non sarà così. È la stessa attesa gioiosa di una domenica felice che sarà invece totalmente delusa, raccontata nel "Il sabato del villaggio": "Diman tristezza e noia recheran l'ore...."

Ma se Leopardi vivesse ora e avesse nella memoria il film di quasi due anni di pandemia, non potrebbe scrivere quel dialogo, perché la storia del prossimo anno è purtroppo già segnata, almeno in parte; quella collettiva, si intende, dato che poi ciascuno di noi avrà in sorte cose buone e cattive in numero e qualità variabile nel suo diario individuale e familiare, ma il tutto immerso in un flusso principale che difficilmente potrà discostarsi molto dalle tristi esperieinze dei due anni passati.

È vero però che stanno per entrare in gioco nuovi tipi di vaccini per la prevenzione e nuovi farmaci per la terapia ed è su questi che si deve basare la nostra speranza di poter tornare al più presto a non vedere più in chi incontri per strada o nei negozi un possibile pericolo, come quando nel medioevo tutti giravano con un pugnale alla cintura.

E anche la grande speranza di poter sostituire le attuali chiacchierate con figli e nipoti a mezzo whatsapp video o skype e tornare invece a sentire fra le nostre braccia il calore dei corpi dei nostri cari.

Ed è con questo augurio forte e sentito che mi congedo da voi e dall'anno che sta per terminare.

Viva il 2022!

Giulio Nardone.

Presidente nazionale ADV ONLUS-APS