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Gianluca Nicoletti Giornalista e scrittore "Io attaccato ferocemente perché padre pro vax di un ragazzo autistico".

Gianluca Nicoletti, giornalista di Radio 24 e autore di diversi libri dedicati al figlio Tommy, ragazzone autistico di vent'anni, conosce bene il mondo che ruota attorno ai vaccini e l'odio che possono suscitare. Ne ha parlato con Diogene.
In tempi non sospetti lei disse che la questione dei vaccini poteva essere il nuovo campo di battaglia per una futura guerra civile. A che punto siamo?
Attorno al mondo dell'autismo già c'era questo tipo di atteggiamento in cui una parte ha sempre pensato che i propri figli fossero autistici a causa del vaccino. Questo movimento si fonda in sostanza su un'assoluta fake news, o bufala che dir si voglia, legata a un medico inglese che aveva fatto questa fantomatica ricerca. Si arrivò ad avere genitori che sottoponevano a terapie del tutto folli i propri figli, come ad esempio le cure disintossicanti o togliere i metalli pesanti dal sangue.

In questo contesto Lei diventò il simbolo di chi invece difendeva i vaccini. Che cosa successe?
Ero diventato il simbolo dei poteri forti e di chi voleva nascondere il fatto che i vaccini potessero far diventare i bambini autistici. Mi rendevo conto dell'assoluta cattiveria e noncuranza con cui si rivolgevano a me e capivo che c'era qualcosa di molto profondo e radicale. Ho voluto analizzare il fenomeno in maniera sistematica per capire perché il Paese su questi temi si spaccasse essenzialmente a metà [N.d.R.: Non è esatto parlare di metà: Repubblica del 23 luglio 2021  dice che i no vasx sono il 3% degli Italiani , mentre il 50% è favorevole all'obbligatorietà del vaccino; Il Fatto quotidiano del 23 luglio parla del 5% di no vax. Se appaiono più numerosi, dipende dal fatto che le loro manifestazioni sono più runorose e spesso accompagnate da frange violente, mentre i pro vax, maggioranza silenziosa, si limita a manifestare attorno al tavolo del pranzo la sorpresa  che ci possa essere quel 5% di italiani che sostengono delle tesi talmente assurde e strampalate come il complotto per decimare l'umanità o che il vaccino contenga un chip che per mezzo della rete 5G ci assoggetta alla volontà del Grande Fratello, che non sarebbe quello di Canale 5! Fine nota.]
Una tale ottusità che coinvolgeva tutta una serie di credenze che affermavano che il vaccino fosse il discrimine di tutto.

E cosa ha capito di questo mondo "no vax" ante litteram?
C'è sempre stata un'iconografia riferita in particolare ai bambini. Ho cercato di fare un'analisi storica e ho ricordato questa terribile leggenda, circolata a partire dal Medioevo contro le comunità ebraiche, quando si credeva che gli ebrei prendessero il sangue dei bambini cristiani per farne dei rituali. Il fatto che si credesse in poteri occulti che volessero ammazzare i più piccoli appartiene a tutta una propaganda che si è sempre fatta per polarizzare l'odio nei confronti di un nemico. A partire dalla propaganda fascista contro gli americani che ammazzano i bambini, quella contro il comunismo in cui si diceva che i russi mangiassero i bambini fino ad arrivare a quella del dopo guerra, durante la Liberazione, in cui si incolpavano gli inglesi. Sui bambini si articola tutto, anche oggi. Un filo rosso che passa attraverso la paura e l'incapacità di elaborare il reale. Una sfiducia nella modernità a favore della superstizione legata proprio ai vaccini. C'è da dire che prima il "no vax" non si sottoponeva al vaccino [tradizionale] essenzialmente per la paura di diventare autistico, oggi è il nuovo vaccino contro il Covid che viene demonizzato con l'identica narrazione.

Si può affermare che sull'idea del Covid si sia polarizzata un'ideologia?
Il mondo in questo momento è diviso a metà e la divulgazione rispetto al dato scientifico è fatta in maniera molto sommaria. Siamo tutti d'accordo che sull'idea del Covid si sia polarizzata l'ideologia. C'è chi pensa che questa pandemia sia tutta una bufala, una cospirazione o addirittura un'eliminazione sistematica di parti dell'umanità proprio attraverso i vaccini. Che esista questa grossa divisione è ormai un dato percepibile da tutti. Indubbiamente anche la costante presenza in televisione di antagonisti che continuano a parlarsi senza ascoltare le ragioni reciproche non sta aiutando. Il vaccino per una fetta di popolazione è così diventato il segno dell'oppressione, del potere occulto e del non rispetto dei diritti umani.

Come si può uscire da questa impasse? Esiste un modo per farlo?
Credo sia molto difficile uscire da questa contrapposizione perché le circostanze non sono a favore della razionalizzazione del fenomeno. Ricordiamoci che è un virus di cui si sa poco e niente, che si sta affrontando con strumenti messi a punto mentre il virus stesso si propaga e nel frattempo muta. La scienza dice che non può dare risposte certe, ma al momento questa è la via migliore da intraprendere per uscirne il prima possibile. La scienza continuamente si interroga sui risultati per sviluppare nuove soluzioni. Anche il nostro, in qualche maniera, può essere considerato un atto di fede perché nessuno può assicurarci al cento per cento che non ci possano essere degli effetti collaterali a lungo termine. In questo momento occorre però fare una scelta razionale e credere nella scienza così come nel vaccino. Dobbiamo ragionare come se fossimo in guerra dove non c'è mai la certezza della salvezza totale. Milioni di persone sono state vaccinate, se ci fosse stata una reale negatività sarebbe in qualche modo emersa. A questo punto si tratta di una scelta che ci colloca automaticamente in un'area anche ideologica.

Cosa intende quando parla di due aree ideologiche in antitesi?
Da una parte c'è l'idea che il progresso e la scienza non possano darci delle certezze, dall'altra ci sono uomini e donne progressiste che credono nella scienza e che compiono un atto di fede ragionato. Posso capire che le persone più fragili abbiano paura del vaccino proprio per l'incapacità di interpretare la realtà in modo chiaro. Che la contrapposizione esista è un dato oggettivo. Come ci si possa muovere in questa situazione sta all'equazione individuale presente in ognuno di noi". I vaccini continuano a dividere anche quando dovrebbero unirci.

estratto da La Provincia di Como del 01/02/2022