Attualità

Quando ho constatato, leggendo l'articolo che segue, che erano già trascorsi quasi tre anni dalla scomparsa improvvisa di Simona Petaccia, ho avuto un  moto di sorpresa e una riacutizzazione del profondo dispiacere  provato quando i temporali d'agosto mi hanno inviato quel fulmine al ciel sereno.

Già una decina di anni fa, assorbito come ero, fino alla saturazione, dalle incombenze sempre crescenti nella lotta quotidiana per ottenere l'attuazione della normativa sul superamento delle barriere percettive per i non vedenti e gli ipovedenti, avendo avuto piena conferma nei colloqui telefonici della nostra identità di vedute in tema di turismo accessibile e fruibile, avevo nei fatti affidato a  Simona il pedale dell'acceleratore, appoggiando conunque in maniera proattiva le sue intuizioni, come quella di utilizzare i vecchi tracciati ferroviari in disuso come itinerari per l'esplorazione "calma" di territori altrimenti quasi inaccessibili.  
Ho quindi avuto un moto di gioia oggi, come se avessi di nuovo sentito uscire dal telefono la sua simpatica voce, quando  ho appreso con grande soddisfazione della rivitalizzazione del Premio giornalistico  "Turismi Accessibili" che la fa rivivere e la rende presente alla memoria di molti, come merita la sua statura di difensore instancabile dei "Diritti Diretti", come è il nome che aveva dato alla sua Associazione, delle persone con disabilità.
Ritroviamola dunque in questo bel ricordo di lei tratteggiato dal noto blogger Malafarina.  

Giulio Nardone.

Torna a rivivere "Turismi Accessibili", prezioso lascito di Simona Petaccia.
"Se certe persone hanno lavorato bene - scrive Antonio Giuseppe Malafarina-, le loro idee hanno attecchito, e se attorno a loro si è creato un entourage capace di intendere e puntare agli stessi obiettivi, non tutto è perduto. Così ha fatto l'Associazione abruzzese Diritti Diretti, riavviando il premio "Turismi Accessibili", una delle "creature" di Simona Petaccia, iniziativa fondamentale sia nel campo della comunicazione che in quello del turismo in generale e soprattutto in quello cosiddetto accessibile"
Il tempo passa, la memoria cancella. Petrarca riteneva che solo la fama potesse concedere l'immortalità. Oggi le tecnologie garantiscono un po' di immortalità a tutti, con i nostri archivi infiniti di immagini e informazioni futilmente varie. Rischieremmo di perderci i protagonisti della storia della disabilità, se non fosse per questi archivi, ma soprattutto per il servizio di queste persone reso alla causa della disabilità. Riapre quindi il bando per il premio Turismi Accessibili, creatura di Simona Petaccia.

Simona è stata un'amica e una collega straordinaria. Cercatela in rete, anche nell'archivio di questo giornale. Il sorriso, le scarpe col tacco, l'inimitabile prontezza a stare sul pezzo, che si trattasse di scrivere un testo per il blog InVisibili del "Corriere della Sera.it", di seguire un bando per finanziare un progetto, di partecipare a un'iniziativa sull'accessibilità oppure di condurre l'Associazione Diritti Diretti, di cui era creatrice e presidente. Non sedeva sulla sua carrozzina, vi si erigeva sopra, con la personalità delle figure più autorevoli e la femminilità delle donne più consapevoli.
La morte solitamente ci lascia smarriti. La sua, praticamente da una settimana per l'altra, nell'agosto del 2019, ha fatto tremare le fondamenta del turismo accessibile, perché era tra le poche che se ne occupavano con serietà, costanza e competenza. Soprattutto dal punto di vista comunicativo, aspetto fondamentale perché, ricordo fino all'esasperazione, non c'è accessibilità senza comunicazione.

Simona Petaccia si occupava di turismo accessibile soprattutto attraverso l'Associazione che aveva fondato e che ha subìto l'impatto più devastante, non solo professionalmente parlando, della sua dipartita. Ci sono persone, pur circondate da bravi collaboratori, che sono insostituibili. Portano con sé una tale quantità di sapere, di contatti, di prospettive strategiche e di consapevolezza del mestiere, che sono impossibili da sostituire. Senza tralasciare il carisma che le eleva al rango di persone cui non sai, e non puoi, dire di no. Quando se ne vanno, nessuno può più calarsi nel loro ruolo. Ma se hanno lavorato bene, le loro idee hanno attecchito, e se attorno a loro si è creato un entourage capace di intendere e puntare agli stessi obiettivi, non tutto è perduto.
Sulle basi del loro lascito si trova l'indirizzo per ripartire. Così ha fatto Diritti Diretti, che ora torna alla pubblicazione del bando del premio Turismi Accessibili, un premio fondamentale sia nel campo della comunicazione che in quello del turismo in generale e soprattutto in quello cosiddetto accessibile.
Il premio, in sintesi, è volto a rendere merito alla comunicazione ben fatta in ordine al turismo accessibile. Simona credeva nella buona comunicazione, quindi il riconoscimento si prefigge non solo di proclamare vincitori capaci, ma anche di cambiare la cultura dell'accessibilità turistica e non, con il riverbero mediatico che porta con sé.

"Il Premio Turismi Accessibili - dicono da Diritti Diretti - è una creatura che la giornalista Simona Petaccia ha costruito negli anni con la sua consueta dedizione e cura certosina. Rinnovare questo appuntamento vuol dire per noi onorare un'eredità affettiva, ma anche dare seguito al cambiamento culturale che Simona propugnava. La filosofia del premio rispecchia in toto la visione della nostra Associazione, di cui Simona è stata fondatrice: il mondo dev'essere accessibile a tutti, e un turismo che dia a tutti la possibilità di viaggiare, conoscere, sperimentare, non è soltanto eticamente più giusto, ma anche economicamente più vantaggioso per aziende ed enti locali. Infatti il turismo accessibile soddisfa un mercato enorme, che non è composto soltanto dalle persone con disabilità e dai loro accompagnatori, ma da chiunque abbia specifiche necessità fisiche, sensoriali e intellettive, che siano permanenti o temporanee: praticamente ciascuno di noi. Ecco perché la portata di questo premio è rivoluzionaria: perché getta luce su un aspetto della società che Simona ha avuto il pregio di individuare".

Scopo del premio, dunque, è dare risalto a servizi radiotelevisivi, articoli, spot pubblicitari, video e campagne di comunicazione che raccontano chi, in Italia, è riuscito a produrre sviluppo socio-economico unendo i concetti di attrattività, innovazione, estetica e/o sostenibilità alla cultura dell'accessibilità.
A questo punto giornalisti, comunicatori, influencer, pubblicitari e altre categorie indicate nel bando non hanno altro da fare che consultare il bando stesso, scaricabile a questo link. Per iscriversi c'è tempo dal 15 maggio al 15 settembre di quest'anno.
Con buona probabilità chi scrive sarà Presidente di giuria del premio anche a nome del blog InVisibili. Sarò esigente. Severo no. La correttezza è più che sufficiente per premiare il merito.

di Antonio Giuseppe Malafarina, estratto da Superando del 09/05/2022