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Categoria: Articoli dell'Associazione
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Il campionato di calcio è finito e così anche le partite internazionali, su alcune delle quali è meglio stendere il classico velo pietoso.

Ma evidentemente le tossine della rabbia e della frustrazione per essere stati costretti durante l'annata sportiva ad ascoltare delle cosiddette "radiocronache", farcite di chiacchiere molto spesso inutili, invece di poter seguire la descrizione di tutte le azioni di gioco, si sono accumulate e alla fine alcuni soci le hanno tradotte in vibrate proteste.

Come nostro preciso dovere, ci siamo resi interpreti del malumore dei tifosi non vedenti, al quale abbiamo aggiunto il nostro personale scontento, traducendo il tutto in una lettera alla RAI che fa seguito ad altre lamentele dello stesso tipo inviate negli anni passati, ma evidentemente non raccolte.

Non possiamo purtroppo pretendere che tutti i radiocronisti prendano esempio da quello che, copiando una frase da lui inventata, definisco "il numero 1 dei numeri 1 dei radiocronisti sportivi", parlo ovviamente dell'amico Francesco Repice. La sua bravura, il dettaglio delle azioni, la citazione dei gesti atletici, rendono i suoi racconti delle vere lezioni di calcio e l'incalzante concitazione della sua narrazione scatena in chi ascolta una coinvolgente partecipazione emotiva. E neppure possiamo chiedere a chi non ce l'ha, la sua passione per la nostra squadra nazionale che, quando l'Italia va in vantaggio, lo porta a urlare, utilizzando più r e più e del necessario: "Rrreteee! e siamo avanti noi!"

Il suo eloquio torrenziale, un tale entrusiasmo e una tale capacità di coinvolgimento, l'ho riscontrata soltanto in alcuni radiocronisti sudamericani e non possiamo certamente pretenderli in chi non li possiede naturalmente. Ma quella che possiamo chedere è una descrizione fedele e continua della partita, utilizzando soltanto le pause del gioco per fornire notizie comunque attinenti all'evento in corso.

Ed ecco qui di seguito la protesta, la pronta risposta del bravissimo giornalista Filippo Corsini e la nostra replica.

Spett.le RAI

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- Al Direttore dei Servizi sportivi

Alessandra De Stefano

e p.c.

Al Presidente del Consiglio d'Amministrazione

Marinella Soldi

- Al Direttore Radio Rai 1

Andrea Vianello

Roma, 27 maggio 2022

Prot. 2629/GN/ff/@/PEC

Oggetto: Radiocronache sportive - Violazione del diritto all'accessibilità dei mezzi di informazione (Art. 21. (a) della Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità) - Discriminazione ai danni delle persone con disabilità visiva (Legge n. 67/2006).

Egregi Signori,

ho ricevuto da uno dei nostri associati non vedenti il seguente esposto:

Sabato scorso 21 maggio, essendomi posto all'ascolto su RAI Radio 1 della "radiocronaca" della partita di calcio di Serie A fra il Genoa e il Bologna, per i primi 7 minuti (confermo 420 secondi) ho ascoltato, da parte di quello che avrebbe dovuto essere un "radiocronista" e dello sportivo che colloquiava con lui, soltanto discorsi su storie di giocatori, di precedenti incontri e persino sull'abbigliamento degli allenatori, o altre cose di cui non mi ricordo, essendo del tutto disinteressato a ciò ed essendo invece ansioso di poter sapere quali azioni si stavano svolgendo sul campo e su come si stavano comportando i giocatori della mia squadra del cuore che stava giocando la sua ultima partita in serie A.

Anche in molte altre occasioni ho sofferto di queste lunghe pause nelle descrizioni delle azioni di gioco, ma c'è un limite a tutto e non ritengo giusto di dover patire queste frustrazioni con un Servizio pubblico che utilizza la radio, che è il mezzo più adatto a chi non può usare la vista, purché non lo si travisi, copiando lo stile dei telecronisti che, però, si rivolgono a un pubblico che non è privato della possibilità di poter seguire l'evento in corso mentre ascolta ulteriori informazioni."

R.Z.

In qualità di Presidente di un'Associazione che ha fra i suoi scopi statutari quello di tutelare i diritti dei non vedenti e degli ipovedenti, ritengo doveroso intervenire, rivestendo il disagio manifestato dallo sportivo nostro associato degli aspetti legali della situazione, anche perché diverse volte negli scorsi anni abbiamo già manifestato alla dirigenza sportiva della RAI l'esigenza che le radiocronache rispettino la semantica di tale termine, essendo quindi delle "cronache" e non delle conferenze, con il dubbio anche che esse siano dirette più che altro a mettere in mostra l'erudizione sportiva di chi parla o forse la sua rapidità nel consultare internet.

Richiamiamo quindi la cogenza dell'Art. 21 della CDPD, ratificata dall'Italia con la Legge n. 18/2009, che alla lettera (a) recita: "mettere a disposizione delle persone con disabilità le informazioni destinate al grande pubblico in forme accessibili e mediante tecnologie adeguate ai differenti tipi di disabilità, tempestivamente e senza costi aggiuntivi;"

Ancora più immediatamente operativa è la norma della Legge n. 67/2006 che vieta la discriminazione a danno delle persone con disabilità.

A conferma dell'ultim'ora circa l'abuso dei commenti nelle radiocronache, c'è l'episodio di mercoledì sera, per cui nel corso della "radiocronaca" di Radio 1 della finale di Conference League, l'annuncio della rete della Roma è giunto dal nulla, nel mezzo di un discorso del commentatore Dossena, senza che i tifosi abbiano potuto seguire l'azione che ha condotto a tale evento.

Proprio perché siamo ben consapevoli dell'attenzione che pone di solito la RAI nel tener conto dei diritti delle persone con disabilità sensoriali, Vi invitiamo fermamente a provvedere affinché i contenuti dei resoconti diretti delle manifestazioni sportive e, in particolare, delle partite di calcio, si uniformino ad alcuni archetipi di eccellenza di radiocronisti che, descrivendo in tempo reale persino i gesti atletici dei giocatori, permettono a noi non vedenti di "vedere" il gioco che si svolge sul campo in tutte le sue fasi, come se avessimo miracolosamente recuperato il senso che ci manca.

In attesa di una auspicata positiva risposta, con i migliori saluti

Il Presidente Nazionale

Prof. Avv. Giulio Nardone

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Da: "Corsini Filippo"

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Cc: "Soldi Marinella"; Vianello andrea

Oggetto: Radiocronache sportive

Data: lunedì 30 maggio 2022 13:42

Alla C.A

del Prof. Avv. Giulio Nardone

Presidente nazionale Associazione Disabili Visivi Onlus-Aps

Egr. Prof. Nardone,

prima di tutto La ringrazio per l' attenzione: ricevere una mail così dettagliata, sia pur estremamente critica, significa che, nonostante tutto, Radio 1 è comunque seguitissima soprattutto in ambito sportivo.

E' vero, spesso i nostri radiocronisti indugiano un po' troppo sui commenti di contorno anziché procedere spediti nel semplice racconto dell'evento. A parziale giustificazione di quanto da Lei sottolineato però, mi permetta di farLe osservare che la partita in questione del 21 maggio scorso e cioè Genoa-Bologna, era totalmente ininfluente dal punto di vista del risultato. Nonostante ciò lo stadio Ferraris era gremito di tifosi genoani festanti (nonostante la retrocessione in B già avvenuta) e questo sinceramente era un elemento che a mio avviso meritava qualcosa in più di un semplice commento.

Inoltre, come sappiamo, il calendario estremamente spezzettato di questi ultimi anni ha moltiplicato a dismisura anticipi e posticipi, le partite che cioè devono essere raccontate di seguito per i 90' e passa minuti della loro durata. Per questo motivo è stata introdotta, anche in radio, la cosiddetta "seconda voce" ossia un ex giocatore o un collaboratore che rafforzi con il suo commento, preferibilmente appropriato, il racconto del radiocronista. Anche in questo caso però, lo riconosco, è facile scivolare nell'autocompiacimento raccontando e descrivendo cose per lo più inutili.

Non basta. In questi ultimi anni l'introduzione del VAR ha spezzettato ancor di più il gioco, moltiplicando a dismisura le interruzioni durante la partita. Interruzioni che il radiocronista ( quasi sempre senza monitor di servizio) deve sforzarsi di interpretare per fare in modo di spiegarle nella maniera più chiara possibile.

Chiarito tutto questo, essendo il sottoscritto responsabile della redazione sportiva di radio1 , mi scuso sinceramente per i nostri errori, purtroppo quasi inevitabili se si considera l'elevatissimo numero di eventi che radio1 segue in diretta. Nessuna discriminazione nei Vostri confronti, ci mancherebbe. Le assicuro che faremo il possibile perché tutto questo non si ripeta.

RingraziandoLa ancora per l'attenzione e la fedeltà dimostrata

Cordiali saluti

Filippo Corsini

Caporedattore

Redazione Sport

Radio 1 - Giornale Radio

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Ed ecco la replica inviata pochi giorni dopo:

Egregio Dott. Corsini,

La ringrazio anzitutto per la Sua cortese e sollecita risposta; premetto, e non per piageria, che la Sua conduzione delle trasmissioni sportive è particolarmente apprezzata dai non vedenti, come Le viene frequentemente testimoniato proprio in diretta.

Sappiamo bene che è perfettamente vera la Sua affermazione che non c'è mai da parte di nessuno l'intenzione di discriminare, ma, anche prescindendo dal famoso proverbio che contesta il valore delle buone intenzioni, il comportamento da noi segnalato è obiettivamente discriminatorio a norma di legge, anche se non voluto.

Non mettiamo in alcun dubbio le capacità e la preparazione dei radiocronisti italiani, che sono sicuramente ad un ottimo livello, anche se soltanto alcuni di essi riescono ad essere emotivamente comunicativi come i noti e torrenziali radiocronisti sudamericani.

Non possiamo poi non riconoscere e apprezzare moltissimo gli sforzi cui la RAI è costretta a causa dello spezzettamento del calendario calcistico e siamo ad anni luce di distanza dai tempi in cui Nicolò Carosio descriveva solo il secondo tempo di una sola partita per ogni domenica. Tuttavia, anche gli incontri fra squadre di media o bassa classifica, pur se poco rilevanti o del tutto ininfluenti per il loro risultato, sono comunque appassionatamente seguiti dai rispettivi tifosi e gli spazi di mancata descrizione delle azioni di gioco sono sempre una sofferenza per i non vedenti, i quali non possono avvalersi delle telecronache.

Circa i tempi morti provocati dagli interventi del VAR, l'emotività del momento mal si concilia con divagazioni estranee alle ipotesi su decisioni arbitrali talora di capitale importanza per le squadre in campo, mentre è sicuramente apprezzabile il poter apprendere i vari atteggiamenti e movimenti dell'arbitro, cosa che rafforza la suspence del momento.

Un'ultima annotazione non strettamente pertinente con l'argomento principale, ma che da molti associati mi viene chiesto di sottoporre alla Rai: l'alternanza nelle radiocronache di partite di calcio con quella di altri sport, di solito pallacanestro e pallavolo.

E' ovvio che le pause in tal modo imposte alle azioni di gioco anche in partite molto importanti sono molto poco gradite, ma comprendiamo perfettamente e non possiamo non apprezzare la motivazione sottesa a tale pratica, e cioè la meritevole promozione di sport ritenuti minori rispetto alla preponderante popolarità del calcio. Vi viene quindi chiesto per mio tramite soltanto se non fosse possibile, vista la moltiplicazione delle frequenze rese disponibili dalle nuove tipologie trasmissive, di fare qualcosa per diminuire l'inconveniente sengalato, anche eventualmente (ma non sono un tecnico) ricorrendo allo streaming via internet.

RingraziandoLa di nuovo, confidiamo nel positivo esito che le raccomandazioni che ci auguriamo saranno indirizzate ai Vostri bravi radiocronisti, pur nel rispetto delle professionalità di ciascuno, consentiranno a noi non vedenti una migliore fruizione degli eventi calcistici.

Con viva cordialità

Il Presidente

Giulio Nardone