Attualità

Foto di un tipico taxi Cubano

Un fischio e il taxi si ferma.


Lo si vede nei film americani e chi è stato a New York o a Dallas sa benissimo che, anche senza fischiare,basta mettersi sul bordo del marciapiede e fare segno con la mano per acchiappare uno dei tanti taxi che circolano continuamente in cerca di clienti.


Qui in Italia le cose sono ben diverse e soltanto nelle ore morte è facile trovare un taxi ai posteggi o chiamarlo per telefono. Se poi è un giorno di piogia,ci puoi anche rinunciare in partenza: dopo 10 minuti di attesa con sottofondo musicale ripetuto fino alla nausea, la risposta automatica è: "Non ci sono taxi in zona", e scatta la parolaccia!


Si dice che sia colpa del numero chiuso e troppo ristretto delle licenze e si citano percentuali doppi  e o quasi delle altre grandi città del mondo. Certamente è colpa anche della struttura urbanistica delle nostre antiche città, le cui strette strade sono poco adatte ad un traffico veloce e scorrevole, riducendo in tal modo notevolmente le capacità orarie di trasporto di ogni singolo automezzo.

  Dice che si dovrebbero convincere i cittadini ad usare di più i mezzi pubblici collettivi, ma come fai a condannare chi non se la sente di stare 20 minuti o più ad attendere alla fermata?

E' un cane che si morde la coda. Ma c'è qualcuno che si morde le mani, e sono le persone con disabilità per le quali in qualche, e non raro caso, sono scattati gli arresti domiciliari. Sì, perché come vuoi chiamare la situazione in cui la persona non deambulante non trova chi la trasporti sul luogo di lavoro o ad una visita medica?  
 

Il disastro del trasporto disabili, ora il servizio non funziona piu'

 

da Roma Today del 23.10.2019.

 

Assente in commissione Trasparenza l'assessore alle Politiche Sociali Veronica Mammì. Sul piede di guerra associazioni e utenti: "Avete distrutto un servizio che funzionava".

ROMA. Solo due vetture tra quelle disponibili hanno la pedana per chi è in carrozzina. Si può prenotare ma esclusivamente entro le 15. E le macchine, comunque, non bastano per tutti. Risultato: nella giornata di ieri solo un terzo degli aventi diritto è risultato coperto dal servizio. Eccolo, il nuovo, disastroso, trasporto disabili a Roma. "Fino al 30 settembre funzionava tutto bene, ora è stato praticamente smantellato" attacca il consigliere di Fratelli d'Italia Francesco Figliomeni in commissione Trasparenza, una seduta convocata appositamente per chiarire il caos che da settimane colpisce la categoria. Cosa è accaduto?

Le nuove regole volute dal M5s.
Per trent'anni i taxi hanno accompagnato i disabili a visite ospedaliere, attività sociali, luoghi di lavoro. Pagati dal Comune di Roma, che fissava preventivamente un budget per singolo utente elargito sulla base delle rendicontazioni di volta in volta fornite dal vettore operante, dal 1 ottobre non se ne occupano più. Gran parte delle cooperative Radio taxi non hanno partecipato alla manifestazione d'interesse pubblicata lo scorso giugno sull'albo pretorio, in aperta contrarietà alle nuove regole volute dal M5s e salutate come "rivoluzionarie" quasi un anno fa dal disability manager della sindaca Andrea Venuto.

 


Dai percorsi tracciabili alle nuove tariffe.


Due i punti dibattuti del regolamento licenziamento con apposita delibera a dicembre 2018. Il primo: l'obbligo di installazione da parte dei tassisti di una app per la tracciabilità del percorso effettuato, con tanto di geo-localizzazione. Non che prima i percorsi non fossero verificabili, lo erano tramite una piattaforma gestita dalla cooperativa. Il Campidoglio però, in un'ottica anti furbetti, ha pensato a un nuovo applicativo da far gestire direttamente da Servizi per la Mobilità, così da aver accesso diretto e immediato alle tratte effettuate. Altra novità riguarda poi il sistema di tariffazione: non più prezzi a tempo, con il classico tassametro, ma tariffe fisse a chilometraggio stabilite dal Campidoglio. Ovviamente, per i taxi, meno conveniente.

Il servizio nel caos.
"L'intento doveva essere quello di ampliare il mercato, di dare la possibilità a più operatori di iscriversi all'albo e quindi anche più scelta all'utenza". E invece è successo il contrario.I taxi si sono tirati fuori dai giochi, è entrata invece la Tundo Spa, società che già effettuata il trasporto scolastico. Ma senza vetture sufficienti per tutti e con più pulmini (che spesso si ritrovano a caricare una persona sola) che auto individuali. I numeri però parlano chiaro: su 1032 persone che hanno fatto domanda per il servizio - secondo dati forniti dal dipartimento Politiche sociali - 143 usufruiscono del trasporto collettivo, 852 di quello singolo. E di queste ultime, nella giornata di ieri martedì 22 ottobre, hanno usufruito del servizio solo in 240. Tutte le altre, come riportato in Commissione dagli uffici di Roma Servizi per la Mobilità, sono rimaste a casa.

 

Rimborsi agli utenti e proroga di tre mesi


Insomma, un quadro drammatico a cui il Campidoglio sta tentando di rimediare, anche a seguito di atti votati in Assemblea capitolina per chiedere un intervento urgente sul servizio. Prima mossa: prorogare l'installazione della app per la tracciabilità al 31 gennaio 2020. In questi tre mesi si può procedere ognuno con il proprio sistema, nelle more di migliorie che, è la promessa, verranno studiate e apportate nelle prossime settimane. Questo ha fatto sì che due coop rientrassero tra i partecipanti, la 6645 e Radiotaxi Ostia. Ma la prima opera con sole due auto provviste di pedana per disabili motori, e la seconda si muove per lo più sul litorale. Troppo poco. Anche se, assicurano dal dipartimento, le interlocuzioni tra le parti vanno avanti per convincere i vecchi operatori a rientrare.

 

Seconda mossa: rimborsare gli utenti che in questi giorni stanno continuando a chiamare il tax

 

normalmente, ma per il momento questo è previsto solo fino al 31 ottobre. "Dovreste prolungarlo fino al 31 gennaio almeno" dice Umberto Gialloreti, presidente della Consulta cittadina permanente sui problemi delle Persone Handicappate presente in Commissione. La consulta il nuovo regolamento, e l'attuale servizio, lo ha già ampiamente bocciato. "Ora fanno tavoli con l'osservatorio e i comitati, ma la frittata è già fatta. Dovevano confrontarsi prima".

 

E l'assessore non si presenta.


In tutto questo, grande assente nonostante la convocazione è l'assessore alle Politiche sociali Veronica Mammì, che nell'ultimo rimpasto di giunta ha preso il posto di Laura Baldassarre. Nessuno seduto al tavolo per lei nemmeno dalla sua segreteria politica. "E' un serio problema che non si presenti quando convocata, non è la prima volta che accade" tuona il presidente della commissione Trasparenza Marco Palumbo. "La chiameremo alla prossima seduta in audizione insieme all'assessore Calabrese (mobilità, ndr)". Intanto i disabili continuano a scontare un servizio che fino a poco tempo fa, raccontano, "funzionava benissimo". Tutta colpa, denunciano, "di sperimentazioni fatte sulla pelle dei più deboli".

di Ginevra Nozzoli