Attualità

Giorni fa è toccato alle autodichiarazioni giustificative per le uscite in deroga all'obbligo di restare in casa, ieri è toccato al modulo dell'INPS per ottenere il bonus da parte dei lavoratori autonomi: la verità è che ancora, dopo 16 anni dall'entrata in vigore della famosa Legge Stanca, non è entrato nella prassi delle Pubbliche Amministrazioni il fatto che non devono essere diffusi documenti o realizzati siti e portali che non siano totalmente e agevolmente accessibili anche alle persone con disabilità con l'uso delle rispettive tecnologie assistive.


Ed ecco la nostra reazione nel momento in cui un associato ci ha comunicato la sua impossibilità di svolgere la pratica in questione.
Alla cortese attenzione dell'INPS
Direzione Generale
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Direzione Tecnologia Informatica e Innovazione-
Dirigente VINCENZO CARIDI
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Roma,2 aprile 2020
Egregi Signori,
l'Associazione Disabili Visivi Onlus sta ricevendo numerose segnalazioni sull'inaccessibilità del modulo presente sul sito dell'INPS, da compilare per fruire del bonus di 600 euro destinato ai lavoratori autonomi e a chi lavora in regime di collaborazione coordinata e continuativa; sul sito web non abbiamo trovato la mail del Responsabile per la Transizione Digitale, al quale vanno inviate tali segnalazioni.
Siamo consapevoli che in questo periodo le priorità siano altre, ma è altresì vero che il bonus è di questi giorni e non è quindi possibile attendere tempi migliori.
Si tratta, oltre che della violazione della normativa sull'accessibilità, Legge 4/2004 e successive modificazioni, di discriminazione, legge 67.2006, nei confronti delle persone con disabilità che hanno diritto al bonus e non possono farne richiesta in autonomia, oltretutto il periodo di isolamento costringe ad adoperare gli strumenti digitali, spesso senza aiuti.
Ciò premesso, confidiamo dunque che sia risolto il problema quanto prima.
Con i migliori saluti
Per Associazione Disabili Visivi Onlus
Dr Stefania Leone
Con delega per le tematiche ICT
Da parte sua, l’Associazione Luca Coscioni, con la quale abbiamo già concordato di svolgere un'azione comune, si è mossa direttamente con una diffida di questo tenore:
«Già è grave dover rilevare che il sito dell’INPS non sia stato fruibile nella giornata di ieri, 1° aprile, da migliaia di cittadini in difficoltà, ancor più grave è constatare che in fase di preparazione della pagina web dedicata al bonus ci si sia “dimenticati” di rendere accessibile anche alle persone con disabilità sensoriale il modulo che occorre compilare per richiedere il bonus di 600 euro».
Lo dichiara Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, organizzazione che ha inviato una diffida all’INPS, poiché nella giornata di ieri il modulo per richiedere il bonus di 600 euro, rivolto a lavoratori autonomi e “Partite IVA”, come stabilito dal Decreto cosiddetto “Cura Italia”, non è risultato essere fruibile dalle persone con disabilità sensoriale. In particolare le persone con disabilità visiva non sono riuscite ad accedere al modulo stesso, dal momento che quest’ultimo era stato sviluppato in modo non conforme alla normativa sull’accessibilità digitale.
Come ricordano dall’Associazione Coscioni, «la Legge 4/04, aggiornata successivamente dal Decreto Legislativo 106/18, stabilisce espressamente che debba essere garantito il diritto di accesso ai servizi e ai contenuti telematici e informatici della Pubblica Amministrazione anche alle persone con disabilità sensoriale. In caso contrario si configura, da parte della Pubblica Amministrazione, una discriminazione collettiva ai sensi della Legge 67/06».
«Abbiamo pertanto invitato l’INPS – spiega l’avvocato Alessandro Gerardi, consigliere generale dell’Associazione Coscioni ed estensore della diffida all’Istituto – a predisporre sul proprio sito web il predetto modulo in modo tale da renderlo immediatamente fruibile e accessibile anche alle persone con disabilità sensoriale. In caso contrario ci rivolgeremo al Difensore Civico Digitale, per chiedergli di predisporre con urgenza le opportune misure correttive, riservandoci da ultimo il diritto di agire in sede giudiziaria attraverso una procedura d’urgenza». (S.B.), estratto da Superando.it del 02.04.2020