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Si partirà dagli operatori sanitari e dagli anziani nelle Rsa: circa 2 milioni di persone saranno vaccinate nella prima fase. Tra queste, non ci sono le persone con disabilità. Barbieri: "Vite che tutto sommato sono le ultime da proteggere?" Speziale: "Assordante silenzio".

Caponetto (Ufficio disabilità governo) scrive ad Arcuri e ministero Salute ROMA - Vaccino anti-Covid subito per le persone con disabilità: lo chiedono a gran voce i rappresentanti di diverse associazioni, constatando con delusione come non sia prevista alcuna priorità per questa "categoria". Precedenza a operatori sanitari e anziani delle Rsa, com'è giusto e comprensibile che sia: ma perché non riconoscere quanto siano esposte al rischio, per via di una particolare fragilità o della condizione in cui vivono, le persone con disabilità?

Roberto Speziale, Presidente dell'ANFFAS: "Un silenzio assordante, che rischia di gettarci nel baratro"
"Sin da subito, come movimento delle persone con disabilità e loro familiari abbiamo segnalato il fatto che, tra le categorie a rischio da inserire quale priorità della campagna vaccinale, non venivano citate espressamente le persone con disabilità e che questa dimenticanza avrebbe poi potuto comportare che le stesse persone con disabilità non avessero accesso, appunto, alla primissima tornata vaccinale. Ma nonostante i nostri ripetuti e pressanti appelli, a distanza di settimane, assistiamo ad un assordante silenzio, sia da parte del ministro Speranza che del commissario Arcuri, ma anche da parte di coloro che questi provvedimenti avevano suffragato dal punto di vista tecnico-scientifico".
"Non c'è dubbio che le persone con disabilità, unitamente alle altre persone più fragili, sono quelle maggiormente esposte a rischi di varia natura derivanti dalla pandemia in atto e, quindi, hanno diritto a ricevere particolari ed ulteriori attenzioni rispetto agli altri cittadini. Tutto questo tenendo anche conto che per una persona con disabilità e per chi se ne prende cura e carico, già vivere le sole restrizioni legate al rischio di contagio rappresenta criticità assai complesse e difficili da gestire".
Tra le ragioni che rendono necessaria questa priorità, c'è il "baratro che si apre in presenza di un contagio da Covid 19 che necessiti di un ricovero ospedaliero, soprattutto per le persone con disabilità rare e complesse e non collaboranti. Sappiamo bene, infatti, di come questo abbia determinato autentici 'drammi' per coloro che ne hanno subito l'impatto spesso fatale - ricorda Speziale - e di come tali ricoveri determinino anche un ulteriore e significativo sovraccarico per le strutture sanitarie".
Va poi considerato, per Speziale, che "in una persona con disabilità, per esempio con una malattia rara e complessa, anche gli esiti di un contagio da Covid 19, con sintomi apparentemente banali, possono determinare complicazioni del tutto inattese e tali da determinare un mix micidiale tale da pregiudicare ulteriormente la condizione di salute delle stesse persone, già di per sé critica".
Speziale dunque si rivolge "a tutti coloro che possono porre fine a questa ennesima ed assurda discriminazione, ma anche direttamente al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per richiedere che si provveda ad emanare una chiara ed esaustiva direttiva nella quale si preveda che tutte le persone con disabilità devono essere vaccinate contro il Covid 19, in condizioni di priorità, analogamente a quanto già previsto per le altre categorie di cittadini e senza alcuna forma di discriminazione. In caso contrario saranno evidenti le responsabilità di ognuno, e di tutti, nel ritenere le vite delle persone con disabilità di minor valore e, in quanto tali, più facilmente sacrificabili".

Pietro Vittorio Barbieri, presidente del gruppo di studio sui diritti delle persone con disabilità del Cese:
"a pagare il prezzo più alto saranno i giovani con disabilità o con malattie croniche", che non rientrano tra "le circa 1,8 milioni di persone che verranno vaccinate nella prima fase. Questo numero corrisponde a personale del Ssn e persone residenti e operanti in Rsa. Dopodichè gli anziani a febbraio, personale della scuola, forze dell'ordine e via andare. Ergo le persone con disabilità verranno trattate come i propri coetanei - osserva Barbieri - Un ventenne immunodepresso o con sindrome di Down sarà tra gli ultimi a essere vaccinato e conquistarsi l'uscita dalla grande paura e la riconquista della libertà di spostarsi. Soprattutto i giovani con disabilità o con malattie croniche sono quelli che pagheranno di più. Una dimostrazione più chiara di discriminazione è pressoché impossibile. Agibilità e parità di accesso sono garantite però. I numeri sono chiari e per come sono programmati difficilmente potremmo trovare un pertugio. A meno che, ipotizza Barbieri, tra gli operatori Ssn ci fosse un'alta astensione dal vaccino (altrettanto non è immaginabile tra gli anziani). Cosa però francamente non auspicabile. Ad ogni modo, continua ad imperare il senso di schiacciamento che questi provvedimenti alimentano sempre più: vite che tutto sommato sono le ultime da proteggere. Lo stigma che ritorna più forte che mai".

Luigi Vittorio Berliri, cooperativa Spes contra Spem:
Chiede un'attenzione particolare per gli ospiti e gli operatori delle case famiglia per persone con disabilità. "Nell'elenco delle prime 15 categorie che saranno vaccinate nel Lazio, sono state dimenticate le persone con disabilità, dimenticati gli operatori sociali che sono h24 a contatto con loro, mentre compaiono sacerdoti (giusto, per carità) e veterinari. Noi torniamo a chiedere che le case famiglia ricevano un'attenzione adeguata e che chi vive oppure opera al loro interno sia vaccinato al più presto". Una prima rassicurazione, informale, è arrivata proprio in queste ore dall'assessorato regionale alla Sanità, che "mi ha fatto sapere che nel Lazio saranno incluse nella prima fase vaccinale le case famiglia: persone con disabilità e operatori".

Antonio Caponetto, Ufficio per le persone con disabilità, Presidenza del Consiglio dei Ministri:
Ha scritto al Cts, al commissario Arcuri e al ministero della Salute: "In una seconda fase della campagna vaccinale, sono stati indicati dal commissario Arcuri i 'soggetti più fragili' come destinatari delle dosi di vaccino. Secondo quanto ci segnalano le associazioni rappresentative del mondo della disabilità, non è però chiaro se in questa definizione rientrino le persone con disabilità grave e non autosufficienti, nonché coloro che usufruiscono dell'assistenza domiciliare integrata" che, secondo Caponetto, "sono doppiamente esposte al pericolo di infezione". Il capo dell'ufficio governativo chiede quindi che sia assicurato che "la priorità sarà estesa anche alle persone con disabilità ospitate nelle strutture e a coloro i quali rientrano nelle categorie più vulnerabili".

di Chiara Ludovisi, estratto da Redattore Sociale del 18/12/2

Trasmissioni RAI con audiodescrizione

Programmi RAI audiodescritti dall’11 al 16 marzo

Foto di un televisore acceso
Foto di un televisore acceso

Questo l'elenco delle trasmissioni con il servizio di audio descrizione in onda sulle reti RAI dal 11 al 16 marzo

11/03/2024

  • RAIUNO - ore 16.00
    IL PARADISO DELLE SIGNORE DAILY 6 (1°Visione)
  • RAIUNO - ore 21.30
    LE INDAGINI DI LOLITA LOBOSCO (1°Visione)
  • RAIDUE - ore 19.00
    NCIS
  • RAITRE - ore 20.50
    UN POSTO AL SOLE
  • RAIPREMIUM - ore 09.35
    UN POSTO AL SOLE 27 puntata 68,69,70
  • RAIPREMIUM - ore 10.50
    PROVACI ANCORA PROF! 6 puntata 4
  • RAIPREMIUM - ore 17.25
    PROVACI ANCORA PROF! 6 puntata 5
  • RAIPREMIUM - ore 19.20
    DON MATTEO 12 puntata 8
  • RAICINQUE - ore 21.15
    IL CATTIVO POETA

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Numeri telefonici utili al tempo del coronavirus

TAMPONI IN FARMACIA A ROMA E NEL LAZIO. - L'ELENCO COMPLETO E GLI INDIRIZZI.

lo scorso 10 novembre 2020 è stato siglato l'accordo tra Regione Lazio e le associazioni di categoria dei farmacisti su dove è possibile effettuare test rapidi antigienici e test seriologici.
I test avranno un prezzo massimo di 20 euro per i seriologici e 22 euro per l'antigenico. Sono infatti oltre 100 le prime farmacie che hanno iniziato ad eseguire i test eseguendone ad oggi circa 3mila.

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Associazioni romane che consegnano spesa e farmaci a domicilio.

Ci auguriamo che non siano necessarie, ma il timore che Roma sia destinata a conoscere un'altra fase di confinamento esiste e allora è meglio essere preparati.

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Servizi e numeri utili ai tempi del coronavirus aggiornati al 17 maggio.

  • Numero di pubblica utilità  - Covid-19:
    1500
  • PROTEZIONE CIVILE VOLONTARIATO
    800 85 48 54
  • CROCE ROSSA ITALIANA
    800 06 55 10
  • SALA OPERATIVA SOCIALE
    800 44 00 22
  • supporto psicologico:
    800.833.833
  • EMERGENZA INFANZIA:  
    114

Servizio rivolto a tutti coloro che vogliono segnalare una situazione di pericolo e di emergenza in cui sono coinvolti bambini e adolescenti.

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Aiutarci a Milano:

un servizio di supporto per la distribuzione di spesa, pasti e alimenti per animali tramite un call center e una rete di volontari sul territorio.

02 23 05 82 79


Niguarda Rinasce:

fornisce supporto psicologico e informazioni mediche a tutti i cittadini anziani, soli, ammalati e disabili in zona Niguarda a Milano.

02. 80 89 86 45

Numeri operativi su tutto il territorio di Roma

CROCE ROSSA ITALIANA (per spesa o farmaci) 800 06 55 10
SALA OPERATIVA SOCIALE 800 44 00 22
CARITAS ROMA OPERATIVO TUTTO IL GIORNO 339 349 23 75
ACLI ROMA (SPESA E MEDICINALI PER OVER 70) 344 240 23 33
SUPPORTO PSICOLOGICO 342 07 20 415

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