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Categoria: Articoli dell'Associazione
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Nell'ambiente delle persone con disabilità si discute molto sul criterio che si dovrà seguire nell'assegnare le varie priorità nella somministrazione dei vaccini.


Fermo restando che tutti concordano sulla composizione del primo gruppo, che deve comprendere il personale sanitario che opera con le persone contagiate o possibili portatori del virus e, insieme a questi, anche le persone ricoverate nelle Residenze Sanitarie Assistenziali, che hanno subito finora una terribile decimazione,c'è chi vorrebbe inserire nel primo gruppo tutte le persone con disabilità, chi vorrebbe dare la priorità soltanto ai disabili gravi e non autosufficienti, e chi, invece, ritiene che il criterio non debba essere quello della qualifica di disabile, bensì quello basato sulla presenza o meno di patologie che potrebbero incidere in maniera fatale sul decorso della malattia.
È evidente che voler estendere la priorità a tutte le persone  con disabilità equivale in pratica a non darla a nessuno, o, comunque, a lasciare terribilmente indietro categorie anche a maggior rischio, come le persone molto anziane che abbiano patologie croniche che li rendono incapaci di resistere agli attacchi del virus; e si tratta di persone che, pur non essendo qualificabili come "disabili", sono ben più fragili di un atleta paralimpico.
Si tratta in ogni caso di un problema veramente arduo da risolvere e che oggi, a pochi giorni dall'inizio della distribuzione, ammette soltanto soluzioni grossolane, tagli con l'accetta e non col bisturi. Se la questione fosse stata impostata dieci mesi fa, sarebbe stato ancora possibile, ma non certamente facile,  creare un  algoritmo che attribuisse vari punteggi in base all'autosufficienza, alla collaboratività, alle patologie pregresse, all'età, all'esposizione o meno al contagio, ecc.
Ed ecco che ci perviene una nota dell'Ufficio per le Politiche in favore delle persone con disabilità che tratta l'argomento, anche se ammette l'esistenza di alcune incertezze nei documenti ufficiali in materia.

Oggetto Piano vaccinazioni COVID-19 e persone con disabilità

Con nota del 17 novembre, il Commissario straordinario per l'emergenza COVID-19 ha scritto a tutti i Presidenti di Regione per una raccolta di informazioni utili a predisporre un piano di fattibilità della prima fase di somministrazione del vaccino COVID-19.
Secondo quanto risulta a questo Ufficio, ad oggi, le Regioni hanno risposto inviando le liste delle persone che, considerati i particolari livelli di esposizione al virus e di vulnerabilità all'infezione, sono da considerare come prioritarie nella somministrazione del vaccino.
In talune regioni, rientrerebbero fra i soggetti destinatari delle prime dosi anche gli ospiti delle "Residenze sanitarie per disabili" e dei "Centri diurni per disabili", considerato l'alto rischio dell'insorgere di focolai in queste strutture e la particolare fragilità degli ospiti.
Al fine di rendere omogeneo su tutto il territorio nazionale il controllo dell'infezione in questa popolazione, appare comunque necessario uniformare i criteri per la definizione delle liste, almeno includendo - a prescindere dalla Regione - le persone con disabilità ospitate presso tali strutture.
In una seconda fase della campagna vaccinale sono stati indicati dal Commissario straordinario per l'emergenza COVID-19 i "soggetti più fragili" come i destinatari delle dosi di vaccino insieme ai soggetti in età avanzata e a quelli con patologie gravi pre-esistenti. Anche secondo quanto ci segnalano le associazioni rappresentative del mondo della disabilità, non è però ancora a tutti chiaro se in questa definizione rientrino le persone con disabilità grave e non autosufficienti nonché coloro che usufruiscono dell'assistenza domiciliare integrata.
Queste persone sono doppiamente esposte al pericolo di infezione, sia perché le condizioni mediche possono determinare in molti casi un peggioramento del decorso della malattia da COVID-19, sia in riferimento ad un quadro più complesso, che investe la più ampia sfera di vita delle stesse persone e di chi se ne prende cura e carico. Vanno quindi considerate fra quelle da sottoporre a vaccinazione con carattere di priorità.
Sotto questo aspetto dovrebbe anche essere considerato che nelle persone non autosufficienti e con disabilità psichica il rischio di contagio è particolarmente elevato, considerata l'estrema difficoltà nel rispettare rigorosamente le misure di sicurezza nel contesto quotidiano. Allo stesso tempo, la scarsa propensione alla collaborazione di queste persone, soprattutto nel momento in cui sono private dell'assistenza di chi se ne prende normalmente cura, si rivela un fattore di rischio in più, soprattutto in ambito ospedaliero (ad esempio in caso di ricovero per infezione da COVID-19).
È quindi importante che tali necessità siano tenute nella giusta considerazione nella predisposizione dei piani e che nella stessa comunicazione istituzionale sia data rassicurazione sul fatto che la priorità sarà estesa anche alle persone con disabilità ospitate nelle strutture e a coloro i quali rientrano, come sopra evidenziato, fra le categorie più vulnerabili a prescindere dal dato anagrafico.

Questo Ufficio è naturalmente a disposizione per prestare la massima cooperazione su tale rilevante e delicata questione.

IL CAPO DELL'UFFICIO

Antonio Caponetto