Per non perdere la memoria delle iniziative più importanti, che hanno costellato il quasi mezzo secolo di vita dell'Associazione Disabili Visivi, alcune delle quali hanno segnato delle vere e proprie pietre miliari nel progresso sociale e culturale dei ciechi italiani, ne facciamo qui un riassunto, anche per i nuovi soci che non ne hanno avuto conoscenza.
 Desideriamo quindi lasciare da parte la falsa modestia e rivendicare i successi e le iniziative veramente innovative a favore delle persone con disabilità visiva di cui possiamo vantare la paternità e la primogenitura, anche perché se non lo facciamo noi, non lo fa nessuno o addirittura capita che siano altri ad attribuirsene il merito.


 Non è una lista lunga, ma è particolarmente significativa, perché ha segnato le tappe della sempre maggiore inclusione sociale dei non vedenti e dell'ampliamento della loro sfera di autonomia, in piena sintonia con i compiti affidatici dallo Statuto sociale.

Anche i ciechi fanno i radioamatori.

 Quarant'anni fa non esisteva internet, né ovviamente skype e neppure le tariffe agevolate per le chiamate interurbane o le schede economiche per le telefonate internazionali: parlare con altre città o con altre nazioni era estremamente costoso. Inoltre non erano così lontani i tempi pioneristici in cui con qualche valvola e un filo di antenna, magari nascosto sotto le tegole del tetto, degli avventurosi pionieri emuli di Marconi  scoprivano nuove applicazioni delle leggi della fisica e sfidavano le restrittive leggi statali dell'epoca.
 Ma l'emozione di fare l'ultima saldatura nel circuito, nel collegare il tasto dell'alfabeto Morse o il microfono e ascoltare una lontana risposta che perveniva attraverso l'etere magari dall'altra parte del mondo, presupponeva conoscenze tecniche, manualità raffinata e continuo controllo dei quadranti degli strumenti elettrici. Tutta roba per chi aveva una buona vista. Ma subito interviene il genio e la ferrea volontà di Pietro Spriano, il primo Presidente dell'Associazione: registra sui grossi nastri magnetici di quel tempo tutte le sue conoscenze di elettrologia, di elettrotecnica e di radiotecnica, che utilizzava quando lavorava come ingegnere nella Marelli, e stimola una dozzina di non vedenti a impararle, aderendo all'associazione da lui fondata, fra i quali lo storico e attuale Vicepresidente Angelo Coppola. Insegna ai soci come saldare i circuiti elettrici e tutti i necessari componenti senza bruciarsi troppo le punte delle dita; inventa e costruisce strumenti per le misurazioni elettriche basati non sul controllo visivo dell'ago sul quadrante, ma sulle variazioni di diversi suoni, da cui si poteva ricavare il voltaggio, l'intensità di corrente, la potenza, l'efficienza dell'antenna, la forza del segnale radio. Insegna il codice Morse e le norme di comportamento fra radioamatori, sia quando si usa il tasto telegrafico che quando si parla al microfono. In una parola, apre ai ciechi gli infiniti orizzonti dell'etere, attuando per la prima volta in questo settore il principio delle pari opportunità. Fu così che in pochi anni il numero dei radioamatori ciechi italiani passò da zero a  diverse migliaia, consentendo loro non solo un valido  svago, ma anche una possibilità di socializzazione e di apertura al mondo esterno, fondamentale per chi prima era spesso confinato fra le pareti domestiche.
 Ma aprì anche nuove possibilità di occupazione lavorativa, dato che alcuni soci impararono anche ad eseguire riparazioni in apparecchiature elettriche ed elettroniche.

 

Raccomandata gratuita anche per le audiocassette.

Per  il non vedente che non era portato per la tecnologia, la comunicazione interpersonale a distanza era assicurata dalla scrittura braille e giustamente lo Stato aveva previsto che la spedizione di quei fogli spessi ed ingombranti non dovesse pesare economicamente su chi era costretto ad utilizzarla. Le Poste garantivano la spedizione gratuita e raccomandata della "carta punteggiata per ciechi".
 Ma in tal modo era consentita la comunicazione soltanto fra ciechi, dato che, tranne casi particolari, le persone normovedenti non conoscono il braille. Ma verso la fine degli anni '70 cominciano a diffondersi rapidamente i registratori a cassette, di dimensioni contenute, poco costosi e facilissimi da utilizzare. Di qui l'intuizione di usare le audiocassette come "corrispondenza parlante", superando così le difficoltà di chi non conosceva il braille. Tuttavia, inviare per posta i pacchetti con le audiocassette era costoso, mentre d'altra parte esse svolgevano la stessa importante funzione sociale della corrispondenza braille. Chi scrive, in qualità di Presidente di quello che allora si chiamava ancora "Radio Club Ciechi d'Italia", per le sue origini legate alle radiotrasmissioni, indirizzò una richiesta al Ministro delle Poste e Telecomunicazioni del tempo e, a seguito di ciò, si recò a parlare con gli alti dirigenti del Ministero, cooptando all'incontro il Vicepresidente dell'Unione Italiana Ciechi, che allora era Roberto Kervin; il risultato fu una modifica del Regolamento postale che ammetteva alla spedizione in raccomandata gratuita anche le registrazioni magnetiche, sia da non vedente a non vedente, sia da non vedente a vedente o viceversa. Precedentemente ciò era consentito soltanto quando uno dei soggetti era un'associazione di non vedenti che inviava al cieco i nastri del "Libro parlato".  Si ebbe così un fiorire di scambi di cassette contenenti messaggi, opinioni, discussioni, ma anche esempi musicali, esecuzioni di brani: le distanze spaziali e le difficoltà comunicative avevano subito un ulteriore riduzione. Con l'avvento dei floppy disk e dei cd-rom, l'estensione della franchigia postale a questi supporti informatici fu quasi automatica.

 

Vocabolari, codici ed enciclopedie.

 Negli anni '80 eravamo ben lontani dall'inondazione di prodotti letterari e di fonti informative disponibili oggigiorno. Erano soprattutto carenti i testi di contenuto tecnico-scientifico e a ciò provvedeva la nastroteca dell'Associazione, intensificando la produzione in questo settore. Ma erano del tutto inaccessibili ai non vedenti le grandi opere di consultazione (enciclopedie,vocabolari, grandi raccolte monotematiche, le raccolte legislative, ecc.). Qui l'ostacolo era  soprattutto tecnico: la registrazione di un vocabolario poteva richiedere 200 cassette da 90 minuti ciascuna, con un costo e soprattutto un ingombro e una difficoltà di gestione non sopportabili. Di qui l'iniziativa dell'Associazione Disabili Visivi di far modificare artigianalmente dei piccoli ed economici registratori a cassette in modo da ottenere tramite lo sdoppiamento delle tracce magnetiche e il dimezzamento della velocità di registrazione, la quadruplicazione dello spazio disponibile. L'aggiunta di un sistema di beep sonori per il ritrovamento rapido dell'inizio dei vocaboli o degli articoli e la possibilità di piccole variazioni della velocità di lettura, facilitarono ulteriormente la fruizione delle opere e consentirono di mettere a disposizione dei ciechi il Vocabolario di italiano e quello dei sinonimi della Zanichelli, il Codice Civile, quelli  Penale, di Procedura civile e di Procedura penale, della navigazione e altre opere enciclopediche, prima di ciò del tutto proibite per la consultazione dei non vedenti, se non in braille, ma che nelle biblioteche pubbliche occupavano quattro pareti di una sala e non potevano essere aggiornati se non a distanza di decenni.

 

La rivoluzione informatica.

 Nella metà degli anni '80 si è avuta per i non vedenti la seconda rivoluzione copernicana, dopo quella dell'inizio del 1800 con l'invenzione del braille: e cioè l'avvento dei personal computer e la possibilità del loro uso per la lettura e la scrittura mediante le voci artificiali e il braille elettronico.
 Ed ecco un altro nostro fiore all'occhiello: siamo stati la prima associazione a promuovere e ad affinare il progetto di una sintesi vocale in italiano per il personal computer e a suggerire le funzioni da implementare e le combinazioni di tasti più ergonomiche per dare facilmente i comandi necessari. Nacque così il famoso PC-VOX, tecnicamente realizzato dall'Ing. Nunzio La Ferlita, al quale va sempre la nostra gratitudine. Da lì si è aperto ai ciechi un orizzonte sconfinato e una quasi pari opportunità di accesso alla cultura e all'informazione globale.

 

L'audiodescrizione dei film.

 Alla fine degli anni '80 risale un'altra nostra intuizione: la realizzazione del primo commento vocale ad un film, le notti di Cabiria di Fellini, da noi progettato e prodotto nel 1987 e presentato in un convegno organizzato a Vasto dall'UIC e successivamente nella trasmissione Uno mattina della RAI. Questa realizzazione, che aveva ricevuto un lusinghiero apprezzamento dall'indimenticabile regista del film, Federico Fellini, al quale l'avevamo presentata nella sua casa di Via Margutta, alla presenza della moglie, Giulietta Masina, , ha aperto la strada ai commenti televisivi e alle audiodescrizioni dei film, pur criticabili talvolta nella qualità e nella quantità, ma che costituiscono anche un significativo riconoscimento del nostro diritto di fruire dell'importante mezzo di comunicazione di massa e della decima Musa.
 Dopo diversi anni abbiamo letto che un americano rivendicava la paternità dell'ideazione dell'audiodescrizione per i ciechi, datandola proprio nel 1987: non possiamo certo ipotizzare che fosse venuto a conoscenza della nostra realizzazione, ma neanche noi sapevamo nulla della sua.

 

Nuovi sport per i ciechi.

 Un altro settore nel quale siamo stati indiscutibilmente promotori e anticipatori è quello di sport particolari, come lo sci di discesa e di fondo e la subacquea. La prima settimana bianca per sciatori non vedenti risale al 1983, mentre  l'attività subacquea dei non vedenti è stata da noi iniziata nei primi anni '90, con poche unità, quando ancora non esisteva una specifica didattica per non vedenti, e ora conta in Italia alcune centinaia di praticanti e un manuale  tradotto in tre lingue. Anche l'escursionismo in alta montagna, la canoa e il rafting sono stati disponibili per i soci del nostro Gruppo sportivo.

 


Piccoli strumenti tattili.

 Invece, un fiore che ha risentito del passare del tempo ed è quasi appassito, è stato quello delle strumentazioni per non vedenti da noi progettate e realizzate.   Infatti, il progresso delle tecniche costruttive e la miniaturizzazione dei componenti elettronici hanno reso sempre più difficile e antieconomica la fabbricazione artigianale dei numerosi apparecchi ed ausili prima prodotti dall'Associazione.
 Ma negli anni '70, senza il rosmetro, il milliamperometro e il tester tattili e poi parlanti, i ciechi non avrebbero potuto fare i radioamatori.
 A un certo punto ci siamo limitati a produrre direttamente, tramite accordi con tecnici volontari, solo alcuni strumenti, come i Modulometri Trisound, per la regolazione dei livelli di registrazione di alta fedeltà, e  il rivelatore di luce, che segnala acusticamente la posizione delle finestre e ci avvisa se le fonti luminose artificiali sono accese o spente.
 Non abbiamo invece abbandonato l'attività di prova e sperimentazione di nuovi ausili, onde poter selezionare fra la vasta offerta del mercato, quelli che realmente soddisfano le esigenze di chi non vede.

 

La fonomatica.

 L'idea tecnologica non è stata del sottoscritto, che può invece rivendicare almeno l'ideazione del vocabolo, prima inesistente.
 Nel 1990 l'Associazione Disabili Visivi ha per prima in Italia attuato un sistema di interconnessione fra computer e linee telefoniche, da noi battezzato "Infotel" o sistema interattivo fonomatico, che consente a migliaia di non vedenti, anche non utilizzatori di computer, di partecipare a vari forum tematici  di discussione, oltre a poter attingere notizie varie da una banca dati telefonica.
 Dopo più di vent'anni di onorato servizio, il vecchio e glorioso software realizzato con il linguaggio Basic di MS DOS, è andato in pensione, sostituito da un moderno ed efficacissimo sistema in interconnessione Voip, che ha sostituito ai tre numeri telefonici prima disponibili, un numero quasi infinito di ingressi contemporanei e una capacità di memoria di migliaia di volte superiore. l'abbiamo chiamato Infotel 2.0 ed è aperto alla consultazione di tutti i ciechi italiani, come anche delle persone anziane che non sono capaci di navigare su internet.

 

Gli elettromedicali parlanti.

 Il nostro più grande successo dei primi anni 2000 è stato l'aver suggerito e promosso la progettazione e la realizzazione di macchine di fisioterapia che incorporano un sistema vocale che permette di ascoltare messaggi vocali che consentono di programmare le varie terapie, impostandone tutti i parametri e seguendone gli sviluppi con piena consapevolezza.
 Infatti, allo scopo di superare le obiezioni dei dirigenti sanitari rispetto all'uso degli elettromedicali da parte di fisioterapisti non vedenti, l'Associazione Disabili Visivi aveva affrontato già nel 2005 il problema  dell'accessibilità autonoma di tali apparecchi in situazione di parità con i colleghi vedenti. Aveva suggerito  al giovane ingegnere Roberto Franci di esaminare le varie possibilità per una interfaccia vocale che consentisse al fisioterapista non vedente di poter conoscere i valori elettrici ed elettromagnetici espressi dalle macchine e normalmente leggibili soltanto sui display visivi.
 Nel 2006 ADV mise in contatto Franci con una nota ditta produttrice di apparecchiature elettromedicali, che gli commissionò il progetto che vide la luce nel febbraio 2007 e fu oggetto di una convenzione fra ADV e la ditta, con cui l'associazione, senza nulla pretendere se non la citazione del suo nome,si impegnava a promuovere la conoscenza dell'interfaccia.
 Il clou di tale promozione fu la dimostrazione del funzionamento dell'interfaccia che ADV ottenne avvenisse nel noto programma scientifico "Leonardo" su RAI 3.

 

Le piste e i segnali tattili a terra.

 L'ultimo fiore che è già sbocciato, ma che richiede un grande lavoro per la sua crescita, riguarda la vera e propria battaglia, ancora in corso, per l'attuazione della normativa vigente sull'eliminazione delle barriere architettoniche senso-percettive, con il fine ultimo di  garantire ai ciechi che ne hanno voglia, la maggiore autonomia possibile nel settore della mobilità. Ciò è iniziato  alla metà degli anni '90 con l'ideazione ed il perfezionamento del linguaggio tattile LOGES e la sua diffusione in decine di migliaia di luoghi in tutta Italia e anche all'estero. Le piste tattili esistevano  già in alcuni Paesi europei da diversi anni, ma non erano decollate, rimanendo come pochi tentativi isolati e disparati nelle forme e dimensioni. Solo in Giappone esisteva uno standard unificato, ma estremamente scomodo sotto i piedi, come possiamo personalmente testimoniare. Inoltre noi abbiamo aggiunto altri quattro codici tattili complementari che hanno reso possibile fornire altre informazioni essenziali, rendendolo il linguaggio tattile più completo esistente. Il sottoscritto ha coniato l'acronimo LOGES (Linea di Orientamento, Guida e Sicurezza) che in breve tempo è diventato un nome comune di cosa, sinonimo di "pista tattile".
 Dal 2013 il sistema, d'accordo con l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, è stato reso ancora meglio riconoscibile nella sua componente tattile, mentre vi è stata aggiunta una componente elettronica, consistente nei trasponder passivi RFG collocati sotto le piastre tattili per fornire in auricolare ai non vedenti messaggi vocali sui servizi presenti lungo il percorso, sugli orari di apertura, sulle fermate dei  mezzi di trasporto, sui nomi delle strade, come guida negli uffici pubblici o negli ospedali o nei centri commerciali, o anche descrizioni di ciò che si trova all'interno dei musei o quant'altro può essere di interesse e che non può certamente essere comunicato con i semplici codici tattili. È diventato così il primo e unico sistema tattilo-vocale al mondo, con la denominazione di Loges-Vet-Evolution, in sigla "LVE", per conservare nel nome una traccia  del precedente glorioso sistema.
 Queste piste tattilo-vocali, ben visibili a tutti nelle strade, nelle stazioni ferroviarie e della metropolitana, negli aeroporti, negli edifici pubblici e in quelli privati aperti al pubblico, che con il passare degli anni renderanno facile e sicuro, per tutti i non vedenti che lo vorranno, muoversi da soli in tutto il tessuto urbano, costituiranno fra l'altro una testimonianza tangibile e permanente della presenza dell'Associazione Disabili Visivi nella società e del nostro diritto ad esserne considerati come componente attiva e titolare degli stessi diritti inalienabili degli altri cittadini.

 Siamo ben consapevoli che, prima o poi, alcune di queste cose sarebbero ugualmente successe anche senza di noi, ma possiamo essere sicuri di avere almeno anticipato e precorso i tempi, anche in momenti in cui siamo stati guardati con diffidenza e talora con molto scetticismo.